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Rimettersi in movimento stando ferma.

Il 2017 è cominciato in maniera veramente strana, trovandomi improvvisamente ferma, a casa, senza sapere bene da che parte ricominciare, dopo più di dieci anni senza uno stop.

Ero rimasta inattiva solo durante la prima gravidanza, quella di Miriam, anche se “inattiva” non è esattamente l’aggettivo giusto per una neomamma. Sono tornata in ufficio molto presto, contenta e consapevole della mia scelta.

A gennaio 2017 invece mi sono ritrovata a casa, alle prese con una bambina di 14 mesi. Miriam ha continuato a frequentare parzialmente l’asilo nido, visto l’entusiasmo con cui ne varcava l’ingresso ogni mattina, e io ho improvvisamente avuto del tempo da dover occupare. Al di là della casalinghitudine iniziale, ho cominciato a iscrivermi a corsi on line digital, a studiare per conto mio, a cercare di seguire un’idea personale.

Nei giorni in cui più fittamente rispondevo ad annunci di lavoro, e consultavo tutte le opzioni possibili e immaginabili, ecco lì la beffa, scritta in un test digitale Clearblue: “incinta 1/2 settimane”. Ah-ah. E adesso? Mi prendo un anno sabbatico fino ai tre mesi del nuovo pargolo?

Dopo un mese di nausee difficilissime e annebbiamento ormonale, la voglia di ripartire. Da qualcosa, da mia figlia, dalla mia panza in crescita. Perciò, eccomi qua. A scrivere un post inaugurale su un blog, nel giorno della Festa della Mamma 2017. “Mamma”, una parola il cui significato sto ancora cercando di capire.